Da sempre, tantissimi proprietari di terreni in Puglia si trovano a fare i conti con cartelle di pagamento relative alle cosiddette “quote consortili” richieste dai Consorzi di bonifica. Si tratta spesso di importi rilevanti, percepiti come ingiusti da chi non ha mai ricevuto un servizio, un intervento o una reale utilità dall’attività del Consorzio.
Proprio per questo, una azienda agricola, proprietaria di circa 20 ettari di terreno, si è rivolta al nostro studio per impugnare una cartella di pagamento da 5.700 euro, riferita all’anno 2023.
Il ricorso, curato dagli avv.ti Fabrizio Monopoli e Maria Antonietta Pasimeni, si fondava su un punto essenziale: l’assenza di qualsiasi beneficio diretto e specifico derivante dall’attività del Consorzio di Bonifica Arneo.
La Corte ci ha dato ragione, ed ha annullato integralmente la cartella.
Il Giudice ha infatti ribadito un principio fondamentale: il contributo consortile non è dovuto automaticamente per il solo fatto che un terreno ricada nel perimetro del Consorzio. Perché la richiesta di pagamento sia legittima, è necessario che l’immobile tragga un beneficio diretto e specifico dalle opere o dall’attività consortile.
Nel caso esaminato, attraverso una perizia tecnica dettagliata, è stato dimostrato che sui terreni interessati:
- non erano mai state realizzate opere di bonifica;
- mancavano interventi di manutenzione;
- non esistevano infrastrutture irrigue consortili a servizio della zona;
- l’irrigazione avveniva autonomamente mediante pozzi privati.
Alla luce di questi elementi, la Corte ha ritenuto che i terreni non ricevessero alcun vantaggio dall’attività del Consorzio e ha quindi annullato la cartella di pagamento.
La decisione conferma un aspetto molto importante: le cartelle emesse dai Consorzi di bonifica sono illegittime qualora non vi sia un’utilità o un intervento.
Anche quando il terreno è incluso nel perimetro consortile, la richiesta di pagamento può essere contestata se non risultano opere, servizi o vantaggi effettivamente riferibili all’attività del Consorzio.
In particolare, occorre verificare se:
- siano state realizzate opere di bonifica o manutenzione nella zona;
- esistano infrastrutture consortili a servizio dei terreni;
- il proprietario abbia ricevuto un vantaggio diretto e specifico;
- il Consorzio sia in grado di dimostrare l’utilità della propria attività.
In conclusione, chi riceve una cartella di pagamento da parte di un Consorzio di bonifica non dovrebbe limitarsi a pagarla automaticamente. È opportuno verificare, caso per caso, se vi siano davvero i presupposti richiesti dalla legge e se il terreno abbia effettivamente tratto un beneficio dall’attività consortile.
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